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MUSEI

CASA MARTINI

Piazza Luigi Rossi, 2, Pessione (TO)

Accogliente e versatile, aperta al pubblico, è una location d’eccezione dove organizzare business meeting, eventi privati e incontri formativi e culturali, grazie anche al prestigioso Museo Martini di Storia dell’Enologia, unico al mondo nel suo genere, e alla galleria “Mondo Martini”, museo dell’Impresa, inseriti nel circuito delle collezioni piemontesi.

Casa Martini, situata nella storica sede Martini & Rossi a Pessione di Chieri (vicino Torino), è uno spazio dedicato all’accoglienza e agli eventi, che unisce tradizione e innovazione. Pensata come una vera casa, offre ambienti confortevoli e versatili per ospitare eventi privati, culturali, aziendali e di beneficenza. La struttura comprende 8 ambienti distinti: Terrazza, Lounge Bar, Bar Academy, Botanical Room, Old Laboratory, MondoMartini, Museo di Storia dell’Enologia e Martini Store, ciascuno con una funzione specifica per garantire flessibilità e personalizzazione degli eventi.

Il Museo

Inaugurato nel 1961, in occasione dei cent’anni dell’Unità d’Italia, il Museo Martini invita a un affascinante viaggio nel tempo, che coinvolge intelligenza, emozione e bellezza. Sorge nelle antiche cantine di mattoni e espone una delle più importanti raccolte mondiali di Storia dell’Enologia.
Una collezione di straordinario valore, esposta in 15 sale e formata da oltre 600 pezzi, ripercorre un arco temporale che parte dal VII secolo avanti Cristo sino ai nostri giorni.
Il Museo fu creato a partire dalla raccolta privata di Lando Rossi di Montelera, un nipote del fondatore Luigi Rossi, e venne poi arricchito e perfezionato negli anni, mantenendosi sempre al passo con i tempi.
Oggi resta uno dei luoghi in cui meglio è possibile conoscere la storia del vino nelle sue mille implicazioni, sociali o economiche, antropologiche o artistiche. In tale ambito è infatti uno dei principali musei europei, il primo ad averlo affrontato in modo così esaustivo.
La raccolta è suddivisa in due sezioni:

Nell’area archeologica è possibile ammirare anfore, vasi, filtri, coppe di splendida fattura, lungo un asse temporale che parte dall’Antico Egitto, attraversa la Grecia classica e giunge alla tarda latinità.
Nell’area dedicata all’epoca moderna, vi trovano posto torchi monumentali, carri da cerimonia, tini alambicchi; accanto ad essi una miscellanea di preziosi oggetti in argento o cristallo, realizzati dalle manifatture di tutto il mondo risalenti ad un periodo storico che dal Sei-Settecento approda al Novecento.

L’Academy

La Martini Bar Academy ospita educational sulla “Mixology”, ossia sulla preparazione dei cocktails e sul “perfect serve”.
Guidati dagli Ambassador e Bartender, gli ospiti preparano alcuni tra i più famosi cocktail Martini della storia. Il programma “Make YourOwn Vermouth” propone un’immersione nell’arte del fare il Vermouth, patrimonio culturale piemontese, introducendo alla preparazione e all’uso di estratti e distillati. Giocando con le note aromatiche ciascuno potrà creare i sapori e l’equilibrio del proprio Vermouth.

La Terrazza Martini e la Botanical Room

Sono due soluzioni dal sapore,classico la prima e moderno la seconda, in cui ambientare business meeting e conferenze: offrono una capacità di accoglienza rispettivamente di 180 e 40 persone, sono dotate di moderne attrezzature multimediali e sono allestite in modo da facilitare i break per offrire agli ospiti una pausa distensiva o una leggera colazione di lavoro. L’adiacente Sala Camino, infatti, arredata con poltrone e divani, presta i suoi comodi spazi a momenti di lavoro di gruppo, ma anche a light lunch e aperitivi.

Apertura: da lunedì a domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)
Chiusura: due settimane centrali di agosto, 25-26 dicembre, 1° gennaio

CASA MARTINI
c/o Stabilimento Martini & Rossi, piazza Luigi Rossi 2, Pessione di Chieri (TO), tel. +39 011.94191 (reception), casamartini@bacardi.com, www.visitcasamartini.com, Fb: CasaMartiniVisitorCenter, Instagram: @visitcasamartini

Tickets:

Selfguide
Intero: € 9
Studenti: € 6
Over 65: € 6
Gruppi > 10: € 6
Disabili prezzo su richiesta
Under 6: gratuito

Tour guidato
Intero: € 15
Scuole e Università su richiesta
Over 65: € 12
Gruppi >15: € 12
Disabili prezzo su richiesta
Under 6: gratuito

Mixology Masterclass
Intero: € 40
Scuole e Università su richiesta
Over 65: € 30
Gruppi > 20: € 30
Disabili prezzo su richiesta
Under 6 non ammessi

Vermouth Masterclass
Intero: € 40
Scuole e Università su richiesta
Over 65: € 30
Gruppi > 20: € 30
Disabili prezzo su richiesta
Under 6 non ammessi

Servizi disponibili:

agevolazioni per i possessori di Torino+Piemonte card
accesso facilitato per i visitatori svantaggiati
ampia area parcheggio gratuito in strada per Riva presso Chieri (a circa 80 metri dall’ingresso principale)
self tour con audio guida e degustazione oppure prenota la tua visita guidata con aperitivo

Le visite si tengono in lingua italiana o inglese (altre lingue previo accordo)

Corsi Bar Academy
Per info costi su “Mixology Class” e “Make Your Own Vermouth Programme” contattare CASA MARTINI.

Shop di Casa Martini – vasta scelta di articoli, accessori, capi d’abbigliamento firmati Martini e Martini Racing
Lo shop segue gli orari del museo dal lunedì alla domenica – dalle 10 alle 18

MAC – MOSTRA ARCHEOLOGICA CHIERI

Via Palazzo di Città, 10, Chieri

Un tuffo nel passato alla ricerca delle origini di Chieri e del suo territorio.
Come vivevano gli abitanti di Carreum Potentia in epoca romana? Quanto si trasformò la vita della città nel Medioevo? Quali tracce dell’antico passato nasconde il centro moderno?
A questo ed altri interrogativi risponde la MAC Mostra Archeologica Chieri che illustra, in una suggestiva ambientazione sotterranea, le emozionanti scoperte effettuate dagli archeologi anche in tempi recenti.

La mostra è stata allestita nel 2009, con il contributo della Regione Piemonte, nel seminterrato del Palazzo Comunale di Chieri, appositamente restaurato.
Gli scavi archeologici e i restauri dei materiali esposti sono stati diretti da Federico Barello, Gabriella Pantò, Emanuela Zanda (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte – Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie). Il progetto scientifico è stato curato da Gabriella Pantò e Ada Gabucci, prima conservatrice della mostra. Roberto Nivolo e Sonia Bigando hanno progettato l’allestimento e seguito la direzione lavori. La Società Case Manolino ha realizzato l’allestimento del contesto ricostruito nella prima sala.

Il percorso si snoda lungo tre sale espositive dedicate rispettivamente ai commerci, ai rituali funerari e alle produzioni artigianali:

Sala 1

La prima sala illustra i commerci in epoca romana, testimoniati dalle innumerevoli anfore scoperte a Chieri, prodotte localmente o provenienti da diverse aree del Mediterraneo (Grecia, Italia centrale, Croazia, Spagna). Di particolare interesse è un esemplare dagli scavi del Battistero, con un’iscrizione in greco. Si segnala inoltre un’anfora che verosimilmente conteneva allume, sostanza usata per produrre farmaci antiemorragici, conciare le pelli e tingere le stoffe.
Banchi di anfore, usate per drenare l’umidità del suolo, vennero alla luce in diversi scavi: nel 1960 al Ponte Nuovo, su intervento del gruppo scout di Chieri; nel 1983 lungo le sponde del rio Tepice e nel 1993 in via Tana. Il contesto di quest’ultimo scavo è stato ricostruito per l’esposizione.

Sala 2

La seconda sala apre una finestra sul regno dei morti, illustrando le cerimonie che accompagnavano il defunto nel suo ultimo viaggio. I materiali provengono dalla necropoli di Ponte Nuovo (viale Cappuccini e viale Fasano, scavi 1960 e 1993), che fiancheggiava la strada in uscita da Chieri in direzione sud-ovest.

Sala 3

L’ultima sala espone le produzioni ceramiche realizzate a Chieri in età imperiale romana e nel Medioevo (fine XII secolo). Tra i reperti più tardi si annoverano non solo esemplari di ceramica invetriata, ingobbiata e smaltata, ma anche indicatori di produzione, come i distanziatori da fornace.
Per valorizzare i reperti esposti, la Città di Chieri ha instaurato un rapporto di collaborazione con il Munlab di Cambiano – Ecomuseo regionale dell’Argilla, che ha realizzato oggetti ispirati alle antiche produzioni locali.

Apertura su prenotazione e aperture straordinarie in occasione delle principali manifestazioni cittadine.

Per l’occasione saremo accompagnati dall’archeologa per conoscere il passato dell’antica Carreum Potentia attraverso la descrizione degli antichi reperti, rinvenuti sul territorio durante diverse campagne di scavo archeologico.

Apertura al pubblico: terza domenica del mese (con visite guidate e attività per bambini), in occasione delle principali manifestazioni cittadine (Di Freisa in Freisa, festività patronali, Fiera di San Martino) e su prenotazione.

Tariffe:

Intero 5€; ridotto (6-18 anni e over 65) 2€; gruppi 4€; famiglie (cinque persone, con massimo due adulti) 10€; laboratori didattici 3€.
Gratuito: bambini sotto i 6 anni, possessori Abbonamento Piemonte Musei e Valle d’Aosta, persone con disabilità e accompagnatore, insegnanti.

Info e prenotazioni: 011.9428462, mac.archeologia.chieri@gmail.com

LA GRANDE PINACOTECA – CHIERI E I SUOI TESORI ONLINE

Sul sito 100torri.it è a disposizione del pubblico la sezione “La Grande Pinacoteca”, un progetto nato per la realizzazione di un grande museo virtuale che rappresenta mille anni di pittura a Chieri attraverso i dipinti presenti nelle chiese, negli uffici pubblici e in ogni altro luogo accessibile.
Un’iniziativa promossa dalla testata giornalistica 100 Torri, patrocinata dal Comune di Chieri e realizzata in collaborazione delle Associazioni Culturali Carreum Potentia, Compagnia della Chiocciola, Avezzana e la sponsorizzazione della Banca C.R. Asti.
Accedendo alla sezione interessata si intraprende un viaggio virtuale all’interno della chiesa che si intende visitare: ogni edificio è munito di una piantina interattiva dove è possibile cliccare per accedere ai dipinti spiegati storicamente e artisticamente da schede curate dallo storico Antonio Mignozzetti.
Il progetto è pensato per i turisti e per chi ama l’arte; ci si è avvalsi anche dell’utilizzo dei QR code posti sui totem donati dal Lions Club Chieri alla città e collocati nei pressi delle chiese per consentire con smartphone o tablet di vederne direttamente struttura e contenuto pittorico. Entrando nella chiesa sarà possibile visitare i vari settori dell’edificio, e contemporaneamente essere guidati virtualmente alla scoperta delle informazioni storico e artistiche.

I testi sono disponibili, sempre con un clic, anche in inglese, tedesco, francese, spagnolo e russo.

Testi: Antonio Mignozzetti
Partenariato scientifico: Carreum Potentia, Compagnia della Chiocciola, Avezzana
Webmaster: Guido Gilli
Idea e coordinamneto: Gianni Giacone
Impaginazione: Francesca Moro
Contributi fotografici: Roby Zanchettin, Matteo Maso, Studio Gaidano & Matta
Partecipazione al progetto: Lions Club Chieri
Sponsor 2016: Banca C.R. Asti

MUSEO DEL TESSILE - CHIERI CITTÀ DEL TESSILE

Via Giovanni Demaria, Via Santa Clara, 10, Chieri

Già nel Basso Medioevo era un importante centro di produzione e commercio del tessile, ma è nel XV secolo che Chieri lega la sua prosperità industriale a due parole chiave: il fustagno ed il gualdo.

Conosciuto dagli Egizi e dai Britanni, il gualdo o gialdo, il cui nome scientifico è Isatis tinctoria, è una delle cosiddette “piante da blu”, usata per tingere i tessuti ma anche da artisti come Piero della Francesca e Luca della Robbia. Furono i catàri provenienti dai Balcani, intorno al 1144, a portare nel chierese la coltivazione del gualdo. Le foglie venivano fatte essiccare e macinate con grandi ‘mole a gualdo’ in modo da ottenere una poltiglia con cui confezionare dei panetti sferici che in lingua occitana si chiamavano cocanha (da cui l’espressione Paese della cuccagna!) e che immerse in acqua bollente davano origine a tutte le sfumature del blu, dall’azzurro alle tonalità più intense. Con questo processo veniva tinto il fustagno, un tessuto resistente adatto per confezionare abiti da lavoro, che è l’antesignano del blue jeans (Chieri ne contende la progenitura con le altre due città del ‘triangolo blu’, ovvero Genova e Nîmes). La produzione locale si sviluppò soprattutto tra la seconda metà del 1300 e gli inizi del ‘400, grazie all’opera di maestri fustanieri di origine milanese attivi nel quartiere del Vajro, vero polo dell’attività tessile. Nel 1482 si costituì l’Università del Fustagno, la corporazione professionale dei fabbricanti e commercianti di tessuti, che attraverso gli Statuti dell’Arte regolava l’attività delle tessiture cittadine. Chieri mantenne fino agli inizi del ‘700 il primato di unico centro manifatturiero piemontese specializzato nella lavorazione di cotoni greggi e filati e da qui si diffuse in tutto il Piemonte, conquistando il favore degli ambienti signorili, il celebre ricamo “bandera”. Nel Novecento la città continuò a ricoprire un ruolo importante nel campo del tessile grazie all’innovazione delle lavorazioni e dei materiali, e qui si affermarono importanti aziende come il Cotonificio Tabasso, la Passamaneria Luigi Gamba, la Tessitura Giuseppe Gallina, la Manifattura Fratelli Fasano o lo Studio Serra e Carli.

Ma il primo opificio moderno di Chieri fu opera dell’imprenditore David Levi, che nell’Ottocento arrivò ad occupare oltre 700 operai. Aveva sede nell’antico convento quattrocentesco di Santa Chiara, che dal 1997, grazie all’iniziativa dell’imprenditore, ricercatore e collezionista Armando Brunetti, ospita il Museo del Tessile e gli uffici della Fondazione Chierese per il Tessile.

Il Museo custodisce un’importante collezione di oltre 3.000 pezzi che raccontano la storia del tessile dal Medioevo ai nostri giorni, tra attrezzi per la filatura delle fibre naturali, per la tintura dei filati e delle pezze e per la sbiancatura dei tessuti, strumenti di misurazione, orditoi orizzontali e a giostra, telai di varie epoche perfettamente funzionanti (i più antichi risalenti al XVI secolo), e poi passamanerie, campionari di tessuti e filati, bozzetti, disegni tecnici e messe in carta e una collezione di oltre 200 figurini di moda, realizzati tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. Nel Museo c’è anche un piccolo ma significativo Orto Botanico del Tessile, con una trentina di differenti specie di piante sia tessili sia tintorie, tra le quali ortica, canapa, lino, cotone, bambù, zafferano, camomilla, ginestra minore, robbia domestica e, ovviamente, gualdo.

Parte della collezione del Museo è collocata all’Imbiancheria del Vajro, uno dei più antichi edifici industriali di Chieri, risale al XVI secolo, dove si trova anche la collezione “Trame d’Autore”, più di 300 opere di Fiber Art realizzate da artisti di tutto il mondo, un movimento che mette al centro della creazione artistica il filo in tutte le sue declinazioni, purché intrecciato o comunque lavorato al telaio od off-loom.

Non a caso il motto del Museo del Tessile è “tessere il futuro nel presente con le trame del passato”, ovvero preservare la tradizione tessile di ieri, valorizzare le produzioni delle manifatture tuttora attive sul territorio e dare voce anche alle declinazioni artistiche contemporanee.

www.fmtessilchieri.org

MUSEO DELLE CONTADINERIE E DELLA CULTURA MATERIALE - MUC

Piazzale Boglione, Valle Ceppi (Pino Torinese)

Il museo nasce nel 2004 come centro di valorizzazione della tradizione locale e dei prodotti agricoli. È immerso nella verdeggiante campagna che unisce i Comuni di Chieri, Pino Torinese e Baldissero, a cui fa da sfondo la Collina torinese. Dal giugno 2019 è entrato a far parte della geobrand MabUnesco-Collina Po. Chi giunge a visitare il museo, ha così la possibilità di godere anche del luogo, del sole, di una giornata all’aria aperta, nonché di gustare i piatti tipici della cucina piemontese presso il ristorante “Pino Gastronomico” annesso.
La raccolta è conservata al primo piano di un vecchio fienile ristrutturato ad hoc e distribuita all’interno in due soli spazi. Il materiale è suddiviso in angoli di raccolta a tema, continuamente arricchiti da nuovi ingressi. Sono esposti strumenti, macchinari, utensili, arredi e piccole ma ingegnose cose che erano in uso nelle campagne e tra le pareti delle abitazioni dalla fine dell’800 alla metà del ‘900.
Sono state interamente ricostruite una tipica cucina e una camera da letto contadina. Un’oggettistica importante, spesso anche rara e misteriosa: che ricostruisce l’organizzazione sociale della civiltà contadina, ne illustra gli usi e i costumi, i riti di passaggio, la religione, i giorni di festa, la vita quotidiana, il duro lavoro, gli antichi mestieri, senza tralasciare la scuola e i giochi dei più piccoli .
Nell’area esterna al museo, sono visibili ancora altri oggetti legati al mondo agricolo: un aratro, grande torchio, macchine e carri agricoli, un maglio a ruota idraulica. Nella zona circostante il museo invece, si propongono percorsi diversi per imparare a conoscere le bellezze artistiche , la storia locale, la flora e la fauna del territorio, insieme alle erbe spontanee che per anni sono state il fulcro dell’alimentazione dei nostri avi.
Servizi ed eventi del museo: visite guidate, passeggiate sul territorio, mostre, conferenze, serate a tema, stage, attività didattiche per le scuole, premio contadinanza, ricerche storiche.
Info: il museo è aperto la seconda domenica di ogni mese SU PRENOTAZIONE
in orario 15-17; per scolaresche, gruppi, associazioni, tutti i giorni su prenotazione.
Ampio parcheggio gratuito
Contatti: 328 8505150, m.contadinerie@gmail.com
www.museodellecontadineriecomunepinotorinese.it
Pagina Facebook: Comune di Pino Torinese

MUSEO DON BOSCO CHIERI

Complesso di San Filippo, Viia Vittorio Emanuele II, 63

È il luogo di documentazione sulla figura del Santo che a Chieri visse gli anni giovanili di formazione. Il Centro, realizzato anche con un contributo della Regione Piemonte, è ubicato all’interno dell’edificio che ospitò Don Bosco come seminarista nell’800 ed è gestito dal Comune in collaborazione con l’Istituto Salesiano Cristo Re.
Nei primi mesi del 2024 il Centro è stato riallestito e rinominato in Museo Don Bosco Chieri: nel mese di maggio si sono conclusi i lavori di parziale riallestimento del Centro Visite don Bosco, lo spazio espositivo collocato in una delle maniche del primo piano del Complesso San Filippo, che dal 2011 è dedicato a presentare la figura del santo ai Chieresi, ai turisti e ai tanti pellegrini che da tutto il mondo arrivano nella città di Chieri.
Questo spazio ha sede in uno dei luoghi storici più significativi nella vita di Giovanni Bosco: la camerata del Seminario destinata a dormitorio, dove il santo ha abitato per alcuni anni nel periodo della sua giovinezza e dove ha conosciuto l’amicizia di tanti compagni e formatori con i quali è rimasto legato per molti anni della sua vita.
Il Complesso San Filippo, è un significativo bene architettonico nel cuore storico di Chieri (in via Vittorio Emanuele II, 63) e si presenta come un punto di accoglienza e di approfondimento per turisti e per i cittadini. È composto dalla chiesa barocca di San Filippo Neri e dall’annesso ex Seminario dell’arcidiocesi di Torino e costituisce un luogo strategico per lo sviluppo di molti progetti turistici. È, inoltre, il punto di partenza di alcuni itinerari storico–artistici cittadini, oltre ad essere una tappa importante del “Cammino Don Bosco”, percorso per gli escursionisti e per tutti coloro che desiderano conoscere lo spirito e la storia dei luoghi attraversati da Giovanni Bosco.
Per poter offrire un’esperienza coinvolgente ai visitatori, il Comune di Chieri ha valutato necessario adeguare l’allestimento museale alle esigenze contemporanee per rendere l’esperienza della visita più arricchente e fruibile per ogni tipo di pubblico.
Il progetto è stato affidato a Mediacor, società torinese con una lunga storia di allestimenti museali per il mondo religioso, che ha guidato un’ampia équipe di professionisti e professioniste per coordinare un processo caratterizzato da una particolare attenzione alle tematiche della sostenibilità economica e ambientale, dell’accessibilità e della fruibilità.
Gli interventi hanno riguardato: il rebranding, una nuova segnaletica interna ed esterna, il restyling dell’allestimento e una nuova esperienza di narrazione.

1. REBRANDING

Il primo intervento è il cambiamento del nome per passare dall’attuale denominazione “Centro Visite Don Bosco” a “Museo Don Bosco Chieri”. Il cuore del processo è far percepire questo luogo come un “Museo”, per un’esperienza culturale strettamente legata alla comunità, e non come un “Centro visite”, che marca l’idea di essere una tappa di passaggio, poco significativa dal punto di vista culturale.
Il Rebranding non ha riguardato solo il nome, ma anche la proposta dello stesso come un marchio. È stato individuato come centrale il colore verde, per evocare il profondo contatto di Don Bosco con il territorio.

2. UNA NUOVA SEGNALETICA ESTERNA ED INTERNA

È stato realizzato un nuovo sistema di segnaletica, concepito con l’obiettivo primario di fornire una guida chiara e accessibile ai visitatori per raggiungere il Museo e per orientarsi all’interno dell’edificio. Questo sistema di segnaletica è stato progettato e sviluppato seguendo le nuove linee grafiche e l’immagine coordinata del Museo, parte integrante del processo di rebranding.
La nuova identità visiva, presente sia nella segnaletica esterna sia in tutti gli interventi di allestimento interno alle sale e all’ingresso del Museo, ha l’obiettivo di creare un legame coerente tra gli elementi visivi dell’esperienza museale. Questo approccio vuole garantire la percezione di una narrazione visiva continua e armoniosa durante tutto il percorso, contribuendo così a un maggior coinvolgimento dei visitatori, che potranno comprendere e apprezzare il patrimonio storico qui allestito.
Attraverso la segnaletica esterna si è scelto di comunicare su entrambi gli accessi all’edificio il Complesso San Filippo come contenitore di molteplici funzioni, luogo della cittadinanza, aperto e accogliente.

3. IL RESTYLING DELL’ALLESTIMENTO

L’ingresso al Museo è concepito come un elemento distintivo all’interno del complesso, sottolineando l’importanza e la rilevanza di questa area specifica dell’edificio. Vi è qui uno degli interventi più significativi: la realizzazione di un portale d’ingresso in cartongesso (REI 120) del colore del brand sul pianerottolo delle scale con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei visitatori e condurli all’interno del Museo.
Il restyling si è sviluppato nelle quattro sale e nel corridoio adiacente, punto di inizio e conclusione dell’esperienza di visita. All’inizio i visitatori potranno fruire di un totem informativo e di un video di introduzione alla visita.
Nelle quattro sale del percorso espositivo, gli arredi sono stati integrati con nuove proposte allestitive, caratterizzate da un’uniformità materica e cromatica, e con stampe fotografiche di grandi dimensioni. Si è anche deciso di ridurre il numero di pannelli, proponendo una nuova riscrittura che fosse profonda nella tipologia di contenuti proposta, ma allo stesso tempo più agile per i visitatori. I pannelli sono stati pensati in dialogo con i video presenti in ciascuna sala i quali sono stati tutti ideati e realizzati ex novo.
Questo approccio di restyling consente di creare un’esperienza visiva più integrata e coinvolgente per i visitatori, pur mantenendo un legame con l’allestimento museale precedente andando a riutilizzare alcune delle sue componenti, sempre agendo con uno sguardo alla sostenibilità economica del progetto.
Un’atmosfera di buio o penombra, idonea a valorizzare i contenuti multimediali proposti e a creare un’esperienza più emotiva, è garantita all’inizio di ogni tour. La visibilità delle grafiche e degli oggetti esposti è ottimizzata attraverso un sistema di illuminazione diffusa e soffusa, che contribuisce a conferire risonanza visiva e profondità all’esperienza museale.
L’intervento più imponente è stato nella Sala 4, dove si è rimossa la struttura del precedente allestimento posta al centro del volume, liberando così spazio e ridefinendo l’orientamento della sala. Si è riusciti a riutilizzare il proiettore precedentemente adoperato per la proiezione a soffitto in modo da realizzare una nuova proiezione a parete. Questo cambiamento consente ai visitatori di godere dei contenuti in maniera più confortevole e visivamente coinvolgente.
Dopo aver lasciato la quarta sala, l’esperienza presso il Museo Don Bosco Chieri si avvia verso una conclusione interattiva e rilassante. Una volta usciti nel corridoio, precedentemente occupato dalla Start Gallery, oggi trasferita al piano terra, i visitatori trovano sulla loro sinistra una suggestiva “quinta scenografica” con un paesaggio caratterizzante il territorio chierese, che invita a immortalare il momento scattandosi una fotografia.
Alla fine del tour, tutti i visitatori avranno inoltre l’opportunità di partecipare – attraverso i propri device – ad un’esperienza interattiva coinvolgente: un quiz didattico/tematico a scelta multipla che offre la possibilità di mettere alla prova le conoscenze acquisite durante la visita.
In questa zona, è prevista anche un’area dedicata ai più piccoli, con sedie e tavolini adatti a loro.
Sempre nel corridoio vi è la presenza di un secondo monitor nel quale sono proposti dei percorsi di vista del Chierese. Questo filmato conclusivo vuol essere un rilancio sulle bellezze e i monumenti, intravisti o accennati nella parte storica delle sale e sulle testimonianze religiose significative del territorio attorno a Chieri. I monumenti vengono raccontati facendo uso di spettacolari immagini riprese da un drone. Completano il video una grafica informativa a supporto, una scheda di geolocalizzazione e i tempi di percorrenza per raggiungere tali località da Chieri.

4. LA PROPOSTA NARRATIVA

Il percorso narrativo nelle quattro sale espositive propone un’interazione armonica tra i diversi strumenti di comunicazione per permettere ai visitatori di vivere un’esperienza coinvolgente e nello stesso tempo agile. I contenuti si potranno, così, cogliere, da un intenso dialogo tra i pannelli e i filmati, curati dal regista Luca Olivieri, con le voci narranti di Danilo Bruni (Giovanni Bosco) e Diego Casale (Giovanni Battista Lemoyne).
Si inizia dal racconto della Chieri nella prima metà dell’Ottocento, dove arrivò dalla campagna un giovane Giovanni Bosco (Sala 1), soffermandosi successivamente sulle attività lavorative svolte da Giovanni Bosco nei primi anni per mantenersi negli studi e sulle esperienze di vita significative, come la fondazione della Società dell’Allegria in cui rivelò il suo stile inconfondibile di aggregatore di giovani che lo caratterizzò per sempre (Sala 2).
La Sala 3 si dedica agli anni in cui Giovanni Bosco visse l’ingresso e gli studi in Seminario, racconto che permette di mettere in rilievo figure e luoghi della chiesa di Chieri. Si parla in particolare dell’amico Luigi Comollo che muore precocemente, lasciando una profonda ferita nel cuore di Giovanni.
Infine, la Sala 4 coglie la suggestione della partenza di Giovanni Bosco da Chieri per raggiungere altri luoghi e altre persone, mettendosi in ideale collegamento con gli Itinerari di Don Bosco. La nuova grande proiezione a parete valorizza la visione di immagini realizzate con il drone su tutto il chierese, ispirando i visitatori a proseguire la visita attraverso la conoscenza del territorio.
Tutti i filmati presenti nel percorso espositivo sono proposti in italiano, inglese, spagnolo e nel linguaggio nazionale dei segni.

Visite

Il Museo viene aperto in occasione delle maggiori manifestazioni cittadine.
 

Contatti

info@turismochieri.it

 

 

Fonte Contenuti integralmente ripresi dal sito ufficiale di Turismo Chieri http://www.turismochieri.it/ , utilizzati con finalità divulgative. I diritti sui contenuti appartengono all’ente citato.

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